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Il movimento surrealista, sviluppatosi negli anni Venti, si basava sulle immagini del sogno e dell'inconscio. La tipica tecnica surrealista consistente nella contrapposizione di oggetti comuni in contesti inaspettati ed inusuali caratterizza anche la pittura dell'artista belga René Magritte. Influenzato dal gruppo di Parigi, dove visse per alcuni anni, Magritte trascorse la gran parte della sua carriera a Bruxelles, sua città d'origine, dedicandosi allo sviluppo di uno stile pittorico realistico e meticoloso, ma sempre con un continuo ricorso e un costante riferimento all'ambito della fantasia e del sogno, per realizzare immagini inconsuete e paradossali, che aprono squarci sulla superficie delle cose per rivelare verità nascoste.

In Euclidean Promenades del 1955, ad esempio, Magritte affronta il tema del confine tra illusione e realtà: un dipinto all'interno del dipinto potrebbe rappresentare esattamente e fedelmente la parte della città visibile dalla finestra ma nascosta dalla tela sul cavalletto, oppure potrebbe essere frutto dell'immaginazione o, ancora, si potrebbe pensare di vedere la città reale attraverso una superficie trasparente.

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